L'IRRORAZIONE CHIMICA DI TERRENI AGRICOLI IN LIBANO E SIRIA DA PARTE DI ISRAELE COSTITUISCE UN CRIMINE DI GUERRA E MINA LA SOPRAVVIVENZA DEI CIVILI
Dell'Osservatorio Euro-Mediterraneo per i Diritti Umani - 4 febbraio 2026
Beirut – L'irrorazione di sostanze chimiche da parte dell'esercito israeliano su vaste aree agricole nel Sud del Libano e in Siria è profondamente allarmante. Il deliberato attacco ai terreni agricoli civili viola il Diritto Internazionale Umanitario, in particolare il divieto di attaccare o distruggere oggetti indispensabili alla sopravvivenza dei civili. La distruzione su larga scala di proprietà private senza una specifica necessità militare costituisce un Crimine di Guerra e mina la sicurezza alimentare e i mezzi di sussistenza di base nelle aree colpite.
La mattina di domenica 1° febbraio 2026, la Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL) ha ricevuto dall'esercito israeliano la notifica di un'attività aerea pianificata nei pressi della Linea Blu ed è stata invitata a rimanere all'interno dei rifugi. L'allerta ha interrotto la missione, portando alla cancellazione di oltre 10 attività sul campo e alla sospensione dei normali pattugliamenti lungo un terzo della Linea per oltre nove ore.
Durante il periodo in cui le forze internazionali sono state costrette a rimanere inattive, l'Osservatorio Euro-Mediterraneo ha documentato l'irrorazione di sostanze chimiche da parte di aerei israeliani su vaste aree agricole, in particolare nella città di Ayta ash-Shaab e nelle sue vicinanze, nel Libano meridionale. Ciò aumenta il rischio di conseguenze che vanno oltre l'immediato danno alle colture, rappresentando una grave minaccia per i diritti alla salute e a un ambiente sicuro attraverso la potenziale contaminazione a lungo termine del suolo e delle risorse idriche.
L'annuncio del Ministro dell'Ambiente libanese Tamara Elzein, secondo cui squadre specializzate erano state inviate per raccogliere campioni dai siti presi di mira per analisi di laboratorio, riflette la preoccupazione ufficiale circa il possibile utilizzo di sostanze proibite a livello internazionale o altamente tossiche.
Questo incidente non può essere considerato separatamente dalla politica della terra bruciata perseguita dall'esercito israeliano. Fa parte di un modello di distruzione sistematica dei terreni agricoli, che include l'incendio di circa 9.000 ettari durante recenti operazioni militari con fosforo bianco e munizioni incendiarie.
L'attacco deliberato ai mezzi di sussistenza viola le leggi di guerra e sembra mirato a minare la sicurezza abitativa dei residenti nel Sud e a rendere le loro aree inabitabili, costringendoli così a sfollare forzatamente.
L'Osservatorio Euro-Mediterraneo ha inoltre documentato l'irrorazione di pesticidi di composizione sconosciuta da parte di aerei israeliani su terreni agricoli nelle campagne di Quneitra, nella Siria meridionale, lunedì e martedì 26 e 27 gennaio 2026. L'attacco diretto a obiettivi civili ha causato la distruzione di vaste colture, rappresentando una grave minaccia per la sicurezza economica e alimentare e violando il diritto degli agricoltori al lavoro e a un adeguato tenore di vita, distruggendo le loro principali fonti di reddito senza giustificazione militare.
La violazione della sovranità territoriale e l'attacco transfrontaliero ai terreni agricoli costituiscono violazioni della Carta delle Nazioni Unite e dei principi del Diritto Internazionale. L'uso di sostanze chimiche di composizione sconosciuta, dati i loro effetti distruttivi sulla vegetazione e la loro minaccia diretta alla salute pubblica, costituisce una grave violazione del Diritto Internazionale Umanitario, che proibisce metodi o mezzi di guerra che causano danni indiscriminati, sofferenze inutili o danni diffusi e a lungo termine all'ambiente naturale.
Tali pratiche espongono i loro autori a responsabilità penale internazionale. Ai sensi dell'articolo 8 dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale, attaccare intenzionalmente obiettivi civili o distruggere proprietà senza un'imperiosa necessità militare costituisce un Crimine di Guerra. L'uso di sostanze chimiche per devastare terreni agricoli soddisfa gli elementi materiali di questi crimini, infliggendo danni diffusi e duraturi all'ambiente naturale e alle fondamenta della vita civile.
Questa condotta riflette un modello operativo sistematico da tempo implementato da Israele nelle zone di confine a Est e a Nord della Striscia di Gaza, dove l'irrorazione aerea di sostanze chimiche letali è stata utilizzata per rafforzare le zone cuscinetto distruggendo la vegetazione e smantellando il paniere alimentare, nonostante i ripetuti allarmi internazionali sulle conseguenze catastrofiche per la sicurezza alimentare e la salute pubblica.
L'Osservatorio Euro-Mediterraneo aveva già documentato attacchi simili attraverso un archivio probatorio completo, supportato da analisi di laboratorio e testimonianze di esperti. I risultati hanno dimostrato che le sostanze utilizzate non erano pesticidi convenzionali, ma composti chimici altamente tossici con effetti distruttivi difficili da contenere. Il danno si estendeva oltre la perdita stagionale dei raccolti, fino alla contaminazione a lungo termine del suolo e delle falde acquifere, ai danni al bestiame e allo smantellamento delle infrastrutture ambientali, rendendo quasi impossibile il ripristino dell'attività agricola. Tale condotta costituisce una violazione aggravata che colpisce al cuore i diritti alla vita e a un ambiente sano.
Letti nel contesto più ampio dei continui attacchi militari ai terreni agricoli con varie munizioni, questi incidenti rivelano una politica sistematica di distruzione che va oltre qualsiasi legittimo obiettivo militare. L'approccio sembra mirato a rendere inabitabili le aree agricole smantellando le infrastrutture economiche e privando i residenti dei loro mezzi di sussistenza fondamentali. Si tratta di una Punizione Collettiva vietata dal Diritto Internazionale e costituisce un metodo illegale di pressione progettato per creare un ambiente coercitivo che induca allo sfollamento forzato, privando le popolazioni dei mezzi necessari per la stabilità e la sopravvivenza.
La comunità internazionale, in particolare le Nazioni Unite, deve agire immediatamente istituendo una missione indipendente di accertamento dei fatti per raccogliere campioni dal suolo e dalle colture colpite nel Libano meridionale e nelle campagne di Quneitra, sottoporli ad analisi di laboratorio approfondite, determinare la composizione chimica delle sostanze utilizzate, valutarne la tossicità e valutare qualsiasi potenziale violazione della Convenzione sulle armi chimiche o dei protocolli ambientali internazionali pertinenti, eliminando così ogni dubbio sulla natura di questo attacco.
Gli Stati Parte delle Convenzioni di Ginevra la cui legislazione nazionale consente l'esercizio della giurisdizione universale devono adempiere ai propri obblighi legali avviando indagini penali e perseguendo i funzionari israeliani responsabili di aver ordinato la distruzione ambientale e l'uso di armi con effetti indiscriminati. Tali atti costituiscono Crimini di Guerra e gravi violazioni non soggette a prescrizione e richiedono l'attivazione di meccanismi di responsabilità individuale nei confronti dei responsabili, ovunque si trovino.
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite deve emanare una risoluzione vincolante che condanni i gravi crimini israeliani e consideri l'ostruzione delle attività dell'UNIFIL e il suo ritiro forzato durante le violazioni una flagrante violazione della Risoluzione 1701. L'Osservatorio Euro-Mediterraneo sottolinea la necessità di garantire agli agricoltori e ai proprietari terrieri il diritto a un equo risarcimento per le perdite economiche e ambientali subite e di obbligare Israele, in quanto aggressore, a sostenere i costi della bonifica dei terreni e della riparazione di qualsiasi danno ecologico a lungo termine derivante da tale contaminazione.
I governi libanese e siriano dovrebbero presentare dichiarazioni formali alla Cancelleria della Corte Penale Internazionale ai sensi dell'Articolo 12 Paragrafo 3 dello Statuto di Roma, accettando così la giurisdizione della Corte sui crimini commessi sui loro territori.
L'Osservatorio Euro-Mediterraneo sottolinea che questo passo è ora una necessità urgente per porre fine alla continua politica di impunità e consentire al Procuratore della Corte Penale Internazionale di avviare indagini indipendenti sugli attacchi di Israele contro obiettivi civili come Crimini di Guerra le cui conseguenze trascendono i confini nazionali e minacciano la sicurezza umana in tutta la Regione.
Traduzione: La Zona Grigia
Fonte: https://euromedmonitor.org/en/article/6973/Israel%E2%80%99s-chemical-spraying-of-farmland-in-Lebanon-and-Syria-amounts-to-war-crime,-targets-civilian-survival?
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Cosa usavano ed usano è nel link del messaggio precedente