#LorenzoTosa
Poche ore fa, a Barcellona, durante il Global Pogressive Mobilization, quest’uomo qui, il premier spagnolo Pedro Sánchez, è stato di fatto riconosciuto come leader della sinistra progressista mondiale.
Una vera e propria consacrazione, da parte dei Presidenti di Brasile, Colombia e Messico Ignacio Lula, Gustavo Petro, Claudia Sheinbaum, e poi Isabel Allende, la stessa Elly Schlein.
Sánchez ha chiuso la giornata con uno di quei discorsi memorabili sull’orgoglio della sinistra che tra molti anni ricorderemo, forse, come fondativo di una vera e propria nuova stagione politica.
"L'orgoglio. Recuperare l'orgoglio!
Perché per anni la destra e l'estrema destra hanno provato a trasformare la nostra identità in un insulto.
'Zurdos' ci chiamano in Argentina, 'progres' ci chiamano in altre parti del mondo, pacifisti, 'charos' in Spagna chiamano le femministe, rossi quelli di sinistra, verdi gli ecologisti. Tutto questo ci rinfacciano.
Persino l'Agenda 2030, approvata da 193 Paesi in seno alle Nazioni Unite, per loro è una presunta Agenda woke. Hanno provato e riprovato a farci vergognare delle nostre idee e della nostra storia.
Ma sapete una cosa? È finita. Finisce oggi.
A Barcellona, il 18 aprile 2026, la vergogna cambia lato. È finita. La vergogna cambia lato e lo farà per sempre.
Da adesso in poi, LA VERGOGNA È PER LORO!
Per chi tace davanti all'ingiustizia, la vergogna per chi sfrutta i lavoratori e le lavoratrici, per chi criminalizza chi è diverso, per chi trasforma i diritti in merce, per chi difende i privilegi delle élite, per chi sostiene la guerra e la violenza a Gaza, in Cisgiordania, in Ucraina, in Libano, in Medio Oriente.
La vergogna per loro. Per noi l'orgoglio. Per noi, l'orgoglio, sì.
L'orgoglio di essere pacifisti perché amiamo la pace.
L'orgoglio di essere ecologisti perché vogliamo un pianeta vivibile per i nostri figli e le nostre figlie.
L'orgoglio di essere sindacalisti perché vogliamo diritti per i lavoratori e le lavoratrici.
L'orgoglio di essere femministi perché vogliamo vivere in una società senza violenza.
L'orgoglio, sì, di essere di sinistra, di essere socialisti, di essere socialdemocratici, di essere progressisti. Perché il progressismo oggi è più necessario che mai!
L'orgoglio, amici e amiche, di spingere per un modello economico più giusto.
L'orgoglio di rafforzare i servizi pubblici, l'uguaglianza tra uomini e donne, l'orgoglio di difendere società aperte, società aperte, che accolgono chi è costretto ad abbandonare il proprio Paese per cercare una vita migliore.
Qui in Spagna stiamo approvando e portando avanti un processo di regolarizzazione di mezzo milione di immigrati. E voglio dire alla destra e all'ultradestra che si oppongono: la Spagna è figlia della migrazione e non sarà madre della xenofobia.
L'orgoglio, amici e amiche, di stare dalla parte giusta della storia.
Sì, di difendere il diritto internazionale, di difendere la pace.
E di gridare una e mille volte sì alla pace e no alla guerra! Sì alla pace e no alla guerra! Sì alla pace e no alla guerra! Sì alla pace e no alla guerra!".
Che abisso con le immagini, e soprattutto le parole, del Duomo.
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